Si ricomincia!

Poche ore all’inizio della stagione ufficiale rossonera, ore interminabili che segneranno nel bene o nel male il percorso dell’undici di Allegri ancor prima che il semaforo segni il verde sulla prima giornata di serie A.
Nell’attesa che si muova qualcosa sul fronte mercato (oramai anche sui principali quotidiani sportivi il Milan è, sotto questo aspetto, trattato alla stregua del Crotone) e che da Eindhoven arrivino buone notizie martedi sera, questo weekend è stato utile per fare un indigestione di calcio internazionale (tutti i principali campionati europei sono iniziati) e verificare lo stato delle possibili avversarie Champion’s e non.

Quello che emerge in modo preponderante è la disparità del livello di gioco che i nostri concorrenti, dall’ Inghilterra alla Francia passando per la Spagna riescono a produrre già nel periodo estivo alla faccia di coloro che affermano che ad Agosto si è tutti imballati per i carichi di lavoro (Domanda degna di Voyager: possibile che all’estero si allenino meno e corrano sempre il triplo?).
La velocità di gioco e la capacità di aggredire nella metà campo avversaria sono il marchio di fabbrica di quasi tutti i top team. Le uniche squadre che non possiedono ad oggi questa caratteristica, vuoi per mancanza di requisiti individuali, vuoi per mancanza di preparazione sono PSG e Real Madrid. La prima, pur dominando (36 tiri a 1), non è andata oltre il pari con l’ Ajaccio di Penna Bianca Ravanelli, mentre il Real di Carletto Ancelotti, nonostante la vittoria strappata nel finale, ha sofferto le pene dell’inferno contro un Betis capace di divorarsi svariate palle gol a tu per tu con il numero uno merengue.
Nonostante le difficoltà però il tasso tecnico individuale esibito è impressionante e una volta oliati i motori e terminato il rodaggio difficilmente la concorrenza potrà tenere il passo, basti pensare che il centrocampo del Madrid aveva nei tre anche Isco, che fino all’anno scorso giocava come punta o che a Parigi possono tenere in panchina Lavezzi per lasciare spazio a uno svagato Pastore.
Tra le formazioni che più hanno impressionato oltre al Barcellona e il Bayern per le quali non vale la pena spendere troppe parole, c’è sicuramente il Monaco di Ranieri. Schema semplice, 442 scolastico, con accelerazioni vertiginose ed alcuni prospetti di avvenire più che certo come Ocampos e Carrasco (segnatevi questo nome) sulle fasce a fare il bello e il cattivo tempo, fortunatamente ancora per quest’anno almeno non farà la massima competizione continentale.
Nulla di trascendentale infine il Chelsea di Mou che però lascia intravedere trame più piacevoli rispetto alle ultime edizioni estetiche dello Special One, cosi come sono revedibili gli Spurs di AVB e il Valencia.
In tutta questa lunga premessa ho “ammirato” anche il Psv contro il Go Ahead Eagles e, francamente, non credo dovremmo temere la compagine marchiata Phillips. Le individualità di spicco sono davvero poche e non penso che giocatori come Matavz e Bakkal, seppure molto pubblicizzati più per motivi di business che per reale valore possano rappresentare degli spauracchi. Certo sono giovani, dinamici e giocano un calcio verticale e agile, cosa che potrebbe mettere in difficoltà la difesa milanista, storicamente non infarcita di saette, soprattutto centralmente.
Attendiamo dunque martedi notte, avremo forse tutti le idee più chiare e anche in società si muoverà qualcosa di definitivo per decidere cosa fare del mercato in entrata e perché no, in uscita.
Intanto la Juve, come da previsione, nella partite ufficiali fa quello che deve, ovvero vincere e convincere con buona pace di chi dovrà tenere il suo passo.

Amazing Milan 

AM

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