Psv - Milan "Il post partita".

L’andata è, per l’appunto, andata. Come abbondantemente previsto ci hanno messo sotto sulla velocità ma una volta retto l’urto iniziale la differenza di tasso tecnico si è vista e se non ci fosse stata la svirgolata di Abbiati oggi staremmo probabilmente assaporando il passaggio del turno con già due piedi dentro all’urna di Nyon anziché uno solo.

L’incognita principale era la condizione fisica di fronte ad una compagine alla terza giornata di campionato e quanto avremmo retto alla distanza. Nel complesso la prova è stata superata su tutta la linea anzi nel finale l’occasione del ko l’ha avuta Poli (perché non ha giocato dall’inizio è l’equivalente del mistero di Fatima).
Ma cerchiamo di analizzare in modo sostanziale la prestazione reparto per reparto, anche in previsione della prima di campionato in quel di Verona.
Partiamo dal portiere: Abbiati conferma ancora una volta pregi e difetti, grande quando para d’istinto, pessimo quando ha il tempo di ragionare e decidere cosa fare, quindi principalmente sui tiri da fuori. Mancanza di concentrazione, scarsa capacità di adattamento alla luce artificiale? Dubbi amletici che si rincorrono da tempo, certo è che ogni anno ad inizio stagione paghiamo a caro prezzo gli svarioni del cacciatore del sole, urge un portiere affidabile sempre, dovremo attendere un altro anno o l’esplosione di Gabriel in corso d’opera.
La linea difensiva presenta anche in questo caso alti e bassi, scarsa mobilità in mezzo soprattutto nei primi venti minuti quando il centrocampo non ha filtrato nulla facendo la figura del celebre formaggio svizzero, meglio anzi benone quando la squadra ha alzato il baricentro. Mexes e Zapata hanno ripreso da dove avevano lasciato, grande sicurezza e disinvoltura, a volte troppa, soprattutto in fase di impostazione, con buona pace dei cardiopatici.
Abate è il degno erede del Dott. Jakyll, disastroso in copertura ( tranne con assist annessi alle punte avversarie, meglio nelle rare volte in cui è sceso con tanto di un cross pennellato (finalmente!) per il Faraone. Saremo ripetitivi ma il posto sulla destra dovrebbe essere di De Sciglio appena sarà pronto.
E’ piaciuto invece Emanuelson sulla fascia opposta. Fermo restando che debba migliorare in fase di copertura il ragazzo finalmente gioca nel suo ruolo e si vede (qualcuno si ricorda che nell Ajax giocava terzino fluidificante?) con tecnica, dribbling e capacità di spingere sino all’out. Forse abbiamo trovato il terzino che servirà per la stagione.
A metacampo le dolenti note, in attesa di capire perché Poli non sia partito titolare, prendiamo atto che Nigel non sia ancora in grado di fare da frangiflutti davanti alla difesa in quanto carente sulla mobilità nel breve e sempre preso in mezzo dai guizzanti olandesi (il rientro dalla rottura del tendine, clinica a parte è lungo e fastidioso). Bene capitan Montolivo alla distanza che conferma quanto di buono mostrato lo scorso anno per personalità e geometria e infine Muntari, senza infamia ne lode ma sicuramente non degno di essere titolare nel terzetto di centrocampo, almeno per ora.
Davanti il meglio e il peggio. Il piccolo Faraone sta tornando e il gol è solo un assaggio del potenziale, le gambe ancora non mulinano nel breve come dovrebbero ma rispetto al paracarro della seconda metà di stagione passata è un altro vedere. Se c’erano dubbi sulla coesistenza con Balo sono stati spazzati in una notte di mezza estate, alla faccia degli pseudo intenditori di calcio che come le prefiche prevedevano sventure e incompatibilità. Balotelli ha confermato di essere una stella. Paradossalmente nella giornata in cui ha brillato meno ha dimostrato di poter risolvere la partita con una giocata. A coloro che ne lamentano la scarsa presenza in partita (leggi continuità) invitiamo a rivedersi qualche partita di un certo Marco Van Basten alla stessa età di Mario per trovare le differenze. 
Infine Boateng. Ormai un corpo estraneo, tenta le giocate e non gli riescono… mai. Giocate che si riducono sempre più a passaggi no look anche al compagno posizionato a un metro da lui, come se non esistesse altra soluzione. Schiavo dell’immagine che deve dare di se all’esterno piuttosto che della sostanza, caratteristica che ne aveva fatto un perno dello scudetto, si segnala solo quando centra il venditore di Borghetti dietro la porta del PSV con il solito tiro sbilenco.
Il match di ritorno non sarà una passeggiata di salute ma se affrontata con lo stesso piglio e con una condizione auspicabilmente migliore dovrebbe garantire alla banda Allegri l’accesso alla massima competizione continentale.
Ci sarà poi ancora qualche giorno per espletare quel paio di aggiunte alla rosa che aspettiamo come la manna dal cielo e che crediamo Galliani saprà garantire una volta timbrato il pass europeo.
Tutto questo sperando che la disfida del Bentegodi di Sabato non pesi troppo sulle precarie condizioni dei nostri, il campo scaligero è tradizionalmente ostico per i colori rossoneri e l’ambiente non sarà certo dei più sereni. Uscirne bene e senza fare troppa fatica sarebbe una bella prospettiva.

Amazing Milan (AM)

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