La settimana dei nodi



Dopo aver assistito ad una delle peggiori finali di Coppa Italia della storia, più simile alla lotta dei gladiatori che ad una partita di calcio, entriamo nella settimana che deciderà il futuro a breve termine del Milan.


La settimana trascorsa è stata un calvario, non tanto per le notizie/non notizie che si susseguivano, quanto per la sensazione di sbandamento societario che la serata di lunedi ha lasciato in eredità in tutti i restanti sei giorni fino alla conferma che “l’ultima cena” sarà in programma Giovedi a Villa San Martino e potrebbe diventare la prima di una nuova serie con al timone Allegri.

Mai il senso di imbarazzo aveva permeato il cuore e la mente dei milanisti negli ultimi anni come a seguito della “fantomatica lettera” propagata via etere dal “Pel di Carota” nazionale alias Aldo Biscardi, e della successiva smentita urbi et orbi del sito istituzionale del Milan.
Non vorremmo entrare nei meandri di queste dinamiche da avanspettacolo se non per far rilevare, ancora una volta, come i giornalisti sportivi italici brancolino letteralmente nel buio e non sappiano a che santo votarsi per fare degnamente il proprio mestiere e che le uniche notizie certe sono quelle giunte a successiva conferma dell’evento. Della serie: ne sparo talmente tante che poi almeno una sarà buona.
Tuttavia il nodo esiste in seno alla società di via Turati e non è secondario. Chi guiderà i rossoneri il prossimo anno?
Ci siamo già espressi sul tema Allegri SI, Allegri NO, valutando pro e contro di una riconferma. Detto questo è altrettanto vero che, sgomberando il campo dai pregiudizi, non bocciamo a priori l’ipotesi Seedorf.
Se fosse solo una questione di esperienza anche Sacchi, Capello e Leonardo non si sarebbero dovuti sedere sulla panca di Milanello. L’olandese poi è certamente un predestinato nel ruolo di coach, lo era già in campo e per questo molti suoi ex compagni storcono il naso.
Inoltre va dato atto al Presidente che le poche volte in cui ha scelto personalmente il tecnico raramente ha sbagliato. Anche perché è lecito supporre che avallando una scelta a lui gradita e che lo possa entusiasmare sarebbe più propenso a rinforzare la rosa da mettere a disposizione del suo pupillo per suffragare la sua tesi. Certo, ci viene da supporre, non manderebbe allo sbaraglio Clarenzio con la stessa squadra di quest’anno ma, a maggior ragione, potrebbe tornare a fare qualche regalino dei suoi, extra budget, per accontentare il suo palato e la piazza.
Il secondo nodo è appunto quello del mercato. Se Allegri non entusiasma difficilmente avrà rinforzi all’altezza e in questo momento la rosa del Milan di innesti ha bisogno come il deserto dell’acqua.
Il Borussia Dortmund è l’esempio lampante di quanto possa incidere un allenatore su di un organico buono ma non eccelso sia in termini di gioco (quello che manca al Milan) che di motivazione.
Ma una volta deciso come si vuole giocare e chi sarà a deciderlo (l’allenatore) sarà opportuno mettere sul campo gli acquisti adeguati per ogni reparto come già disquisito nelle settimane passate.
Zaza è certamente un prospetto con i fiocchi, Saponara se è in grado di riproporsi anche nella massima serie agli stessi livelli di Empoli è un potenziale crack, mentre Civelli è un buon rinforzo per le seconde linee e dovesse arrivare prenderebbe il posto di Yepes, non certo di un titolare.

Amazing Milan (AM)

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