Agosto, Milan mio non ti conosco…


Siamo ormai a meno di un mese dalla chiusura del mercato e le acque sono ancora calmissime, come quelle del litorale Riminese. In realtà sotto sotto qualcosa, e probabilmente qualcosa di grosso si muove. Lo squalo Adriano potrebbe saltar fuori dalle onde e addentare il sospirato colpo finale che rinvigorirebbe ulteriormente un ambiente (più tra i tifosi che in società a dire il vero) che necessità di un iniezione di adrenalina in vista del playoff di Champion’s e dell’inizio del campionato.
Dato per fatto Honda (ci ripetiamo, al di là delle facili ironie, si tratta di giocatore vero che darà soddisfazioni) indipendentemente che arrivi in questa finestra o in quella di Gennaio, resta la famosa ciliegina da mettere sulla cupcake confezionata in questi mesi a Milanello.

Tutte le strade, ad oggi portano a Lijaic che, anche se non è ancora un fuoriclasse di livello assoluto, alzerà il tasso tecnico delle punte ed è sicuramente, in prospettiva, un prospetto di potenziale fenomeno.
Il muro, ridicolo nei toni e nelle argomentazioni, eretto dalla dirigenza viola in questi giorni seppur giustificabile per ammansire la piazza già scottata dalle partenze di Montolivo un anno fa e Jovetic quest’estate, non dovrebbe essere sufficiente a trattenere Adem alla corte di Montella a meno che non decidano di acconsentire ad un rinnovo a cifre molto più alte di quelle sinora proposte.
Resterebbe poi il rebus della collocazione di tutto l’arsenale offensivo disponibile in piazza della Signoria con Gomez, Rossi, Cuadrado, Yakovenko più la batteria di centrocampisti offensivi… oltre al serbo Lijaic, ovviamente. Se ci riescono, giù il cappello.
Mi resta il dubbio che il colpo potrebbe però essere anche un altro. Non è nello stile di Galliani sbandierare come un contradaiolo al palio di Siena l’obiettivo principale del mercato con il rischio di far lievitare il prezzo e innervosire le dirigenze delle opposte fazioni. Che sia solo una manovra per destabilizzare un po la Fiorentina che ultimamente non è sembrata cosi “educata” nei confronti di via Turati?
Capitolo Amichevoli. Al di là della scoppola nei primi 35 minuti contro il City nella Audi Cup la squadra e il gioco non sono dispiaciuti, considerando la preparazione precaria e l’undici titolare più simile alla primavera di Inzaghi che alla formazione titolare.
Addirittura la partita contro i Blues di Mourinho, sconfitta a parte, ha mostrato una dinamicità che non si vedeva da qualche lustro. Bene Poli, molto bene De Jong e soprattutto molto bene Urby schierato finalmente nel suo ruolo naturale ovvero terzino d’assalto dal cross facile. Ancora qualcuno dovrebbe spiegare come mai è stato per due anni mandato a zonzo per il campo in tutte le posizioni tranne quella del portiere e la sua naturale.
Menzione d’onore poi per i giovani che si sono esibiti in questo precampionato. Petagna ha le stigmate di un Bobo Vieri d’annata, speriamo abbia più cervello. Non male il redivivo Boateng (Kingsley, non Prince che ancora cerca se stesso tra un parrucchiere e una sfilata) e da rivedere Cristante, sui cui piedi non si può discutere ma che dovrebbe fare una pucciatina nelle acque dell’umiltà per evitare errori sanguinosi per la troppa sicurezza nel portare il pallone nelle zone torride del campo.

Amazing Milan (AM)

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